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Dragaggio del porto, piano fermo a Salerno. Si aspetta una risposta entro agosto Economia Primo piano 

Dragaggio del porto, piano fermo a Salerno. Si aspetta una risposta entro agosto

L’autorizzazione definitiva (e senza alcuna altra prescrizione) del ministero dell’Ambiente per il dragaggio del porto di Salerno dovrebbe arrivare entro agosto. L’ultima parola, infatti, spetterà alla Commissione ministeriale di valutazione d’impatto ambientale, che dovrà verificare, in base ai controlli realizzati, la compatibilità dell’area individuata alla potenziale immersione dei sedimentidragati. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo, in quanto l’iter si trascina oramai da sei anni e ancora non ci sono certezze, nonostante l’obiettivo dichiarato e sbandierato sia quello di effettuare l’escavo entro e non oltre il 2020.

Il dragaggio, assieme al grande progetto per il porto, infatti, è stato approvato nell’agosto del 2012 e, poco meno di un anno dopo, nel giugno del 2013, era già pronto il progetto definitivo. Da allora, però, qualcosa si è bloccato e la palude burocratica ha impantanato l’intera procedura.

Ci sono voluti, difatti, ben due anni per ottenere l’autorizzazione regionale, con decreto dirigenziale. Una vera e propria via crucis, con tanto di fuoco amico, tant’è che l’ex presidente dell’Autorità portuale di Salerno, Andrea Annunziata , che oggi guida l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sicilia orientale, dichiarò, proprio a la Città , come il suo unico rammarico fosse quello di «non aver potuto realizzare il dragaggio dei fondali a causa della burocrazia».

«Se l’Arpac – aggiunse Annunziata – avesse concesso le autorizzazioni in sei mesi, invece di perdere due anni, a quest’ora gli escavi dei fondali del porto di Salerno sarebbero già stati effettuati».

Il resto è storia recente, conl’accorpamento gestionale del porto di Salerno a quello di Napoli e Castellammare. L’iter è continuato ma, pure in questo caso, sono trascorsi altri 2 anni e non si è vista ancora la luce. Fonte: La Città di Salerno

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